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Comune di Belleneuve
13 rue Chevreul - 21
21310 Belleneuve (Francia)

:: STORIA ::

CADORAGO

Cadorago è ubicato a 313 metri di altezza, a 12 chilometri da Como, tra il torrente Lura e il tratto di autostrada che da Milano porta al capoluogo lariano.

Il Comune comprende anche le frazioni di Bulgorello e Caslino al Piano.

 

ORIGINE DEL NOME

L'origine del nome è abbastanza controversa, ma vi sono 3 ipotesi valide a cui gli storici hanno fatto riferimento. La prima è quella che rimanda alla tradizione popolare e risale al tempo in cui il paese era un piccolo punto di ristoro e di cambio per i cavalli, formato soltanto da due case ( in dialetto “ca' do”) e da una locanda chiamata “Locanda del Drago”, nella forma dialettale “Ca' do Drago” e si contrasse quindi in Cadorago. Le altre due ipotesi sono quelle per cui propende la maggior parte degli storici, secondo i quali il nome deriverebbe o dal latino “Cadulus” che significa bacino glaciale, o da “Caturiacus” che era il nome del capo dei coloni romani Caterii, stabilitisi nella zona in tempi molto antichi.

 

LA STORIA

L'origine del nucleo è quasi sicuramente greca, in seguito vi si insediarono gruppi di coloni romani, tra cui i Caterii.

Probabilmente agli inizi del Feudalesimo il paese era proprietà della famiglia dei Clerici, cognome molto diffuso ancora oggi tra gli abitanti e che ricorre anche nei libri conservati nell'archivio parrocchiale.

In seguito, Cadorago, come gli altri comuni che appartenevano alla Pieve di Fino Mornasco, divenne possesso dei Vescovi di Como ai quali Federico Barbarossa nel 1152 aveva conferito il potere giuridico. Nel 1240 il paese, passato sotto la giurisdizione di Como, ne seguì le vicende nella lotta tra la casata dei Torriani e la famiglia milanese dei Visconti.

Più tardi si susseguirono le dominazioni spagnola, francese ed austriaca.

Durante l'epidemia di peste del 1600 vennero costruiti dei lazzaretti, uno si trova a Cadorago nella zona collinare nei pressi dell'autostrada; un secondo,restaurato negli anni '80, a Caslino al Piano nella località detta appunto Lazzaretto; infine un altro era situato a Bulgorello nei pressi della Cascina Sant'Angelo, alla quale era collegato da un ponte, e dove ora la Croce di una Confraternita ne ricorda i morti appestati.

Altri avvenimenti da ricordare riguardano la partenza nel 1859 di alcuni cadoraghesi che si unirono alle truppe di Garibaldi per combattere gli austriaci e nell'aprile 1945, a pochi giorni dalla Liberazione, il passaggio attraverso il centro del paese della colonna di soldati tedeschi che proteggevano la fuga verso la Svizzera di Benito Mussolini e che vennero mitragliati nelle vicinanze del paese (cinque di loro furono uccisi e, in seguito, sepolti nel locale cimitero).

LA CHIESA PARROCCHIALE

La chiesa parrocchiale è dedicata a San Martino e la sua origine è molto antica, il primitivo edificio risale, infatti, al 1300. La struttura attuale, tranne la facciata con il porticato aggiunto nel secolo scorso, risale al rifacimento avvenuto nel 1800 come risulta da una lapide murata sul lato nord-est della chiesa (verso il cimitero) e su cui è scritto: “Erecta sudore pauperum MDCCC” (Costruita col sudore dei poveri 1800). L'edificio a tre navate con abside trilobata, venne arricchito nel 1852 con affreschi del pittore milanese Giovanni Valtorta che raffigurano episodi della vita del santo patrono. All'interno della chiesa sono conservate alcune opere provenienti dal primitivo edificio, la più antica delle quali è un affresco staccato e più volte ridipinto che raffigura la Madonna delle Grazie.

IL CENTRO

In largo Clerici sorge il Municipio, al centro della piazza della Libertà si trova il Monumento ai Caduti realizzato nel 1925 e costituito da un masso granitico, sormontato da un'aquila di bronzo che stringe tra gli artigli una corona di alloro e quercia.

I “MURALES

Il progetto “Murarte 90” a partire appunto dal 1990, ha trasformato le vie del paese in un museo all'aperto; infatti passeggiando per Cadorago è possibile ammirare sulle facciate delle case opere di pittori italiani e di altri paesi europei. I “murales” , di notevole interesse artistico, sono stati realizzati con le tecniche più diverse, alcuni rappresentano aspetti della vita e delle storie del paese, mentre altri sono pura espressione della creatività dei singoli autori.

La frazione di CASLINO AL PIANO

Caslino era vicaria dipendente dalla parrocchia di san Siro di Lomazzo fino al 1920, quando l'allora vicario don Angelo Cattaneo ottenne l'autonomia della parrocchia e , qualche anno più tardi, iniziò la costruzione del Santuario dedicato a Sant'Anna. Il culto della Santa era già presente nella chiesa precedente dedicata a San Remigio, infatti la statua lignea venerata ancor oggi in Santuario è un'antica effige fatta restaurare dallo stesso Mons. Cattaneo.

Nel Santuario, oltre alla statua e alla reliquia di S. Anna, si conservano in un apposito altare, una preziosa Icona cesellata della Madonna di Czestochwa, donata da Papa Giovanni Paolo II nel 1980 e, in una Cappellina, una statua della Vergine Immacolata.

Dal punto di vista civile, il nucleo antico degli abitanti originariamente si trovava sulle alture tra l'ansa del Lura e Cascina Marzorate. L'edificio più antico rimasto è la villa Buffoni che anticamente era proprietà agricola del Convento delle Benedettine di San Colombano. Un recente piano di recupero ha ridato dignità all'edificio andato in rovina.

 

La frazione di BULGORELLO

La Bulgorello più antica era situata nella zona a nord della strada provinciale che da Vertemate porta a Veniano, ne sono testimonianza i resti della Cascina Sant'Angelo che aveva incorporata la Chiesa di sant'Eusebio o dei Santi Proto e Giacinto, della quale sono ancora visibili i resti del campanile romanico (sec. XI). Sul territorio è presente l'antica cappella campestre detta Gesiö, dedicata ai Santi Giacomo e Filippo, costruita alla fine del XVI sec ,restaurata di recente.

La chiesa parrocchiale, dedicata ai suddetti Santi, risale a fine Ottocento, è a navata unica con due cappelle laterali e il battistero sul fondo.

Particolarmente cara agli abitanti,particolarmente devoti al Santo, è la chiesetta di San Rocco che dovrebbe essere stata edificata nel 1600 dopo il periodo della peste.

 

IL PARCO DELLA VALLE DEL LURA

Il Parco della Valle del torrente Lura, istituito nel 1995, è un'area protetta che si apre alla periferia di Saronno, dove il Lura comincia il suo percorso attraverso la città, e che si estende fino a valle di Bulgarograsso comprendendo le colline di Guanzate e Cermenate.

La caratteristica principale di quest'oasi è che si tratta di un ambiente tipico dei pianali lombardi con boschi di robinia e farnia alternati ad un paesaggio agricolo con coltivazioni di cereali e prati.

Il torrente che dà il nome al parco nasce nel comune di Bizzarrone e procede per circa 35 chilometri da nord verso sud fino alla confluenza nell'Olona. Oltre ad una ricca vegetazione e alla presenza di differenti specie animali, il Parco del Lura si caratterizza anche perché offre diversi luoghi d'interesse: per esempio non mancano i laghetti artificiali come il laghetto Rosorè che, oltre a dare ospitalità a numerose specie ittiche è anche luogo di sosta per alcuni esemplari di airone cenerino, germani e martin pescatore.

Il Parco, che ha sede a Cadorago, comprende i comuni di Bregnano, Cadorago, Caronno Pertusella, Cermenate, Guanzate, Lomazzo, Rovellasca, Rovello Porro, Saronno e Bulgarograsso.

 

STEMMA E GONFALONE

Lo stemma del Comune di Cadorago si presenta semipartito troncato: nel primo di rosso alla stella d'oro a otto punte, nel secondo d'argento all'albero fustato e sradicato al naturale, nel terzo d'azzurro alla chiesa di tre navate con rosone centrale fondata sulla pianura di verde.

Il gonfalone è un drappo partito di bianco e di rosso, ornato di ricami d'argento, caricato dello stemma e con l'iscrizione in argento della denominazione del Comune. I cordoni e le parti metalliche sono argentati. L'asta verticale è ricoperta di velluto nei colori del drappo alternati con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia è rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo è inciso il nome. La cravatta ha nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d'argento.

 

 

 

IN QUESTO NUMERO

Cadorago - Calendario 2008

 

 

 

 

 

 

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